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Avere un gran numero di dispositivi SCSI crea problemi di
posizionamento, consumo e riscaldamento notevoli a meno di
non possedere un Amiga tower. Il problema e' peggiore sugli
A3000, che non hanno spazio per installare internamente
CD-ROM e streamer da 5.25 pollici, e sugli A4000/040, che
hanno una CPU bollente e una ventola misera.
Si potrebbero acquistare solo periferiche esterne o piccoli
box per hard disk SCSI, ma alla fine il sistema assomiglia
ad uno scatolone di cavi nel quale e' caduta una collezione
di scatolette; ci sono centinaia di contatti soggetti a
ossidarsi e il valore di cavi e box supera quello delle
periferiche!
La soluzione piu' pratica ed economica sfrutta il solito
cabinet per IBM compatibili, ma organizzato bene.
Nell'Amiga si deve lasciare solo l'hard disk di boot, che se
e' SCSI va collegato al connettore a pettine interno del
controller. Se il suo cavo piatto e' lungo meno di 10
centimetri si devono rimuovere i terminatori dall'hard disk,
altrimenti vanno rimossi dal controller.
Tutte le altre periferiche vanno installate nel cabinet, con
alimentatore di potenza adeguata ma non esagerata: se eroga
meno del 10% della potenza massima funziona male. Per
correggere il problema sarebbe sufficiente collegare una
lampadina da automobile da 20W o 45W sulla linea a 12V, che
si puo' usare anche per alimentare un amplificatore stereo
autocostruito o da auto.
Per distribuire il bus SCSI dentro il nuovo cabinet si usa
una piattina a 50 poli terminata ai due estremi con
connettori Centronics 50 poli femmina a crimpare del tipo
con due fori di fissaggio ai lati: rappresenteranno
l'ingresso e l'uscita del bus SCSI. Non sono facilmente
reperibili nei negozi perche' costosi, ma si possono
ottenere per ordinazione: la maggioranza dei fornitori dei
negozi di componentistica (Elcart, RS, Distrelec...) li
hanno a magazzino. Possono sembrare un spreco, ma si
ripagano ampiamente col risparmio di tempo e fatica
ottenibile la prima volta che si deve spostare tutto o
aggiungere qualcosa. Vanno avvitati con bulloncini M3 su un
pezzo di lamiera rigida piu' largo, che potra' essere
facilmente fissato al mobile nella zona dei coperchi degli
slot. Lungo la piattina si crimpano un po' di comuni
connettori femmina a pettine per le periferiche interne, a
distanza fissa di 10 o 15 centimetri.
Tutti i terminatori vanno levati: la terminazione del bus
si realizza con un terminatore esterno passante (cioe'
dotato di connettore Centronics maschio da un lato e femmina
dall'altro) da inserire sul connettore "uscita SCSI". Ne
esistono sia di passivi che di attivi. All'altro connettore
andra' collegato un cavo sistema SCSI schermato standard
(connettore a 25 poli dal lato Amiga e Centronics a 50
dall'altro; reperibile in tutti gli Apple center e negozi
piu' forniti). Fornendo all'Amiga i 220V dalla presa
asservita del cabinet, basta agire sull'interruttore di
quest'ultimo per accendere e spegnere tutto
contemporaneamente, come e' richiesto per la corretta
inizializzazione del bus.
Eventuali problemi si risolvono in un attimo: Essendo tutto
il cablaggio crimpato, non si corre il rischio di bruciare
qualcosa sbagliando i collegamenti. Per riarrangiare una
disposizione delle periferiche incompatibile si inverte il
ruolo dei due connettori Centronics a 50 poli oppure si
cambia di posto il terminatore o infine si collegano le
periferiche interne ad altri connettori liberi.
Per aggiungere periferiche esterne o portatili (scanner,
CD-ROM) basta collegarle con un cavo SCSI a 50 poli
Centronics-Centronics standard e spostare il terminatore
esterno dietro alla nuova periferica; se si cambia il
controller con uno che usa la presa SCSI2 ad alta densita' o
quella Centronics (Fastlane, DKB4091) basta sostituire il
solo cavo sistema con un'altro facilmente reperibile gia'
fatto. Se si vuole aggiungere una periferica interna, basta
toglierle i terminatori e attaccarla ad un connettore
libero. Si puo' anche portare tutto quanto da un amico,
lasciando l'Amiga utilizzabile perche' contiene l'hard disk
con il sistema operativo.
Nel cabinet resta tantissimo spazio per conservare al sicuro
terminatori e documentazione delle periferiche (funzione dei
jumpers, ecc.).
Salvo che per l'ingombro e per l'estetica ("...Anche tu hai
comperato il PC?..."), questa soluzione e' preferibile anche
all'acquisto di un case tower specifico per Amiga: costa
meno; si possono collegare in blocco tutte le periferiche ad
un altro Amiga spostando un solo cavo; essendo il cabinet
privo di schede, ha tantissimo spazio libero e quindi e'
piu' facile lavorare al suo interno e si scalda poco.
Si puo' ricorrere ad un vecchio cabinet 286 usato o a un
cabinet clone qualsiasi (minitower e' piu' comodo), ma
quando il valore delle periferiche e' considerevole conviene
affidarsi ad un alimentatore sicuro (marchiato da IMQ o
altri enti) e scegliere un prodotto che non costringa a
lavori di carpenteria per ridare una forma standard ad
alloggiamenti taglienti e forgiati alla meno peggio, che
magari ha anche la tendenza a tranciare le dita del
proprietario (certi cabinet con apertura a scatto sono
micidiali). Coloro che non riescono a resistere senza
aprire tutto almeno una volta alla settimana dovrebbero
scegliere uno dei recentissimi cabinet con fissaggio di
periferiche e carrozzeria a pressione (senza viti) oppure su
binari.